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Diagnosi di ADHD negli adulti in Italia: percorso, tempi e costi

Chi può fare la diagnosi di ADHD da adulto in Italia, come si svolge la valutazione, quanto si aspetta e quanto si spende nel 2026 tra SSN e privato: il percorso passo per passo, con le novità in arrivo.

FindYourNeurotype Team 27 ottobre 2026 10 min di lettura

In Italia la diagnosi di ADHD nell'adulto è clinica: la fa uno specialista, di norma uno psichiatra, dopo colloqui che ricostruiscono le tue difficoltà di oggi e quelle della tua infanzia. Non esiste un esame di laboratorio o di imaging che la confermi, perché non ci sono marcatori specifici. Nel pubblico il percorso parte di solito dal medico di base e passa dai servizi di salute mentale e dai centri ADHD individuati dalle Regioni. Cambia molto da una regione all'altra: non esiste ancora una linea guida nazionale sull'ADHD dell'adulto, né un dato nazionale sui tempi di attesa.

  • Chi: nei centri pubblici la diagnosi è affidata allo psichiatra, spesso in équipe con psicologi. Per avere un farmaco a carico del Servizio sanitario nazionale (SSN) serve il piano terapeutico di un centro autorizzato dalla Regione.
  • Quanto: nel pubblico paghi il ticket, al massimo 36,15 euro per ricetta secondo la regola nazionale, oppure niente se sei esente. Nel privato le tariffe sono libere: due esempi pubblicati vanno da 400 a 600 euro per l'intero percorso.
  • Cosa cambia: a marzo 2026 l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha accettato la proposta della prima linea guida nazionale sull'ADHD dall'infanzia all'età adulta. È ancora in fase di progettazione.

Passo 1: fare il punto sulle tue difficoltà

Prima della visita è utile dare un nome e degli esempi concreti a quello che vivi: dimenticanze, scadenze saltate, fatica a iniziare o a finire le cose, irrequietezza. Tra gli strumenti citati nelle indicazioni della Regione Emilia-Romagna (aprile 2025) c'è l'ASRS, la scala di autovalutazione per adulti dell'Organizzazione mondiale della sanità. Puoi compilarla gratuitamente con il nostro questionario di autovalutazione dell'ADHD negli adulti (ASRS v1.1). Il risultato non è una diagnosi: serve a preparare il colloquio con il medico, che dovrà ricostruire la tua storia e valutare altre possibili spiegazioni.

Raccogli anche tracce della tua infanzia, perché per la diagnosi i sintomi devono essere comparsi prima dei 12 anni. Lo stesso documento regionale considera indispensabile raccogliere informazioni da familiari, parenti e amici e dai documenti dell'infanzia, come le pagelle scolastiche. Se ti aspetta una lunga attesa, trovi altri consigli pratici in Anni di attesa per una valutazione di ADHD o autismo? Cosa fare nel frattempo.

Passo 2: parlarne con il medico di base

Nel percorso pubblico il primo interlocutore è il medico di medicina generale. Le indicazioni dell'Emilia-Romagna descrivono così l'accesso: gli adulti con sospetto ADHD arrivano agli ambulatori del Dipartimento di salute mentale (Centro di salute mentale, servizi per le dipendenze, psichiatri di comunità), preferibilmente su invio del medico di base, e da lì possono essere inviati ai centri specialistici ADHD per la valutazione diagnostica.

Sull'impegnativa il medico indica una classe di priorità, che fissa il tempo massimo per la prestazione prescritta, per esempio la prima visita: 72 ore per la classe U, 10 giorni per la B, 30 giorni per una visita in classe D e 120 giorni per la P, secondo il Piano nazionale di governo delle liste d'attesa 2026-2028. Le Regioni possono prevedere tempi più brevi.

L'organizzazione cambia molto da una regione all'altra. Secondo l'associazione ADHD Italia, la diagnosi dell'adulto si fa nei Centri regionali di riferimento per l'ADHD oppure, nelle regioni dove i centri per adulti non ci sono ancora, da psichiatri privati. In Emilia-Romagna i centri di riferimento per la diagnosi e la prescrizione sono stati individuati con una determinazione regionale del 7 marzo 2024, e ogni azienda sanitaria organizza i rapporti tra centro ADHD, centri di salute mentale e medici di base. Un'indagine pubblicata nel 2020 sulla Rivista di Psichiatria aveva contato 48 centri accreditati nel 2016 in sei regioni e nella provincia di Bolzano, ma osservava che in genere non erano operativi: solo 9 rispondevano ai criteri dello studio, e tra loro non c'era una pratica condivisa.

Passo 3: la valutazione diagnostica

Non esiste ancora un protocollo nazionale per l'adulto. Il documento dell'Emilia-Romagna, che si basa sulle linee guida internazionali, descrive una valutazione in più tempi:

  • il colloquio e l'osservazione clinica, per verificare i criteri del DSM-5: almeno 5 sintomi, presenti da almeno 6 mesi in due o più contesti di vita, con esordio prima dei 12 anni;
  • il racconto di chi ti conosce, familiari o amici, e i documenti della tua infanzia;
  • un'intervista strutturata, la DIVA-5, pensata per la diagnosi di ADHD negli adulti, insieme a questionari come l'ASRS;
  • test neuropsicologici e una valutazione del funzionamento, che il documento considera indispensabili, anche per seguire nel tempo l'effetto delle cure;
  • la ricerca di altri disturbi, psichici e fisici, spesso associati all'ADHD: per esempio disturbi del sonno, dell'alimentazione, sindromi dolorose e uso di sostanze.

In molti centri pubblici lavora un'équipe: l'indagine del 2020 citava psichiatri, psicologi e assistenti sociali. La legge sulla professione di psicologo comprende anche la diagnosi in ambito psicologico, e nel privato molte valutazioni prevedono sedute con un neuropsicologo. Per una cura farmacologica a carico del SSN, però, conta il centro autorizzato dalla Regione, come vedrai più avanti.

Quanto bisogna aspettare?

Non abbiamo trovato una statistica nazionale ufficiale sui tempi di attesa per la diagnosi di ADHD nell'adulto. L'ISS, nella scheda della futura linea guida, scrive che in Italia l'ADHD è sottodiagnosticato e sottotrattato sia nell'età evolutiva sia nell'età adulta. Alcuni dati locali danno un'idea della pressione sui servizi:

  • a Malnate, in provincia di Varese, l'ambulatorio pubblico per l'ADHD dell'adulto dell'ASST Sette Laghi, aperto nel settembre 2025, ha ricevuto 135 richieste nei primi dieci mesi. A luglio 2026 aveva preso in carico 67 persone e completato 12 percorsi diagnostici, mentre 22 persone aspettavano la prima visita psichiatrica e 64 la valutazione diagnostica;
  • lo stesso ambulatorio non ha potuto accogliere 52 richieste di persone residenti fuori dal suo territorio e 23 richieste fuori dalla fascia di età prevista: controlla sempre a chi si rivolge il servizio della tua zona;
  • in Emilia-Romagna le nuove diagnosi negli adulti sono passate da 57 nel 2023 a 86 nel 2024 (+50,8 %); in tutto, nel 2024 i servizi pubblici della regione seguivano 595 adulti con diagnosi di ADHD.

Se la classe di priorità scritta sull'impegnativa non viene rispettata, puoi chiedere per iscritto alla tua azienda sanitaria di attivare il percorso di tutela. La legge (articolo 3, comma 13, del decreto legislativo 124/1998) prevede che la prestazione possa essere erogata in libera professione all'interno della struttura pubblica, pagando solo l'eventuale ticket. Se invece prenoti da solo nel privato, non hai diritto a un rimborso.

Quanto costa nel 2026

  • Nel pubblico: per visite ed esami specialistici paghi un ticket pari alla tariffa della prestazione, fino a un massimo nazionale di 36,15 euro per ricetta; alcune Regioni fissano un importo proprio, per esempio la Lombardia 36 euro. Se hai un'esenzione, per reddito, per patologia o per altre categorie previste, non paghi nulla. Dal 21 settembre 2026 è in vigore un nuovo tariffario nazionale: secondo Informazione Fiscale, le prime visite specialistiche costano ora in media 26 euro.
  • Nel privato: le tariffe sono libere. A titolo di esempio, una psicologa in Piemonte indica 400 euro per un percorso di valutazione con cinque colloqui e i test; un centro di Roma indica 600 euro per tre incontri, due con il neuropsicologo e uno con lo psichiatra. Il costo è interamente a tuo carico.
  • Diagnosi privata e farmaci: per avere i farmaci per l'ADHD a carico del SSN servono una diagnosi e un piano terapeutico di un centro di riferimento individuato dalla Regione. Se hai fatto la valutazione nel privato, per una cura farmacologica rimborsata dovrai comunque passare da un centro autorizzato.

Cosa sta cambiando

Finora l'Italia non ha avuto linee guida nazionali sull'ADHD dell'adulto: lo notava già l'indagine del 2020, e ogni Regione si è organizzata a modo suo. Ora qualcosa si muove:

  • una linea guida nazionale: nel Sistema nazionale linee guida dell'ISS è registrata la linea guida «Diagnosi e trattamento dell'ADHD in età evolutiva e adulta», promossa dal Tavolo tecnico salute mentale del Ministero della Salute e dall'IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, con una ventina di società scientifiche e associazioni. Presentata a febbraio 2026 e accettata a marzo 2026, risulta «in progettazione»: non è ancora pubblicata e le sue raccomandazioni non sono note;
  • indirizzi regionali: il 17 aprile 2025 l'Emilia-Romagna ha pubblicato un documento di indirizzo sulla diagnosi in età adulta e sul trattamento, che descrive strumenti, farmaci e percorso organizzativo;
  • i farmaci per chi riceve la diagnosi da adulto: dal 19 ottobre 2023 l'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) rimborsa una formulazione di metilfenidato a rilascio modificato anche agli adulti con nuova diagnosi, attraverso un piano terapeutico online. Prima, per il metilfenidato il rimborso negli adulti riguardava solo chi aveva iniziato la cura prima dei 18 anni.

Dopo la diagnosi

  • La presa in carico: secondo la scheda dell'ISS, una valutazione e un trattamento multimodali, farmacologici e non farmacologici, riducono lo sviluppo di altri disturbi e migliorano i sintomi e la qualità della vita. Nei servizi pubblici questo può voler dire percorsi psicoeducativi e sostegno psicologico, come nell'ambulatorio di Malnate.
  • I farmaci: la prescrizione a carico del SSN passa dal piano terapeutico di un centro autorizzato dalla Regione. Il metilfenidato richiede anche una ricetta speciale, perché rientra tra i medicinali stupefacenti. Secondo il documento dell'Emilia-Romagna, l'altro principio attivo autorizzato, l'atomoxetina, non è più commercializzato in Italia dal 2023 ed è disponibile tramite importazione dall'estero.
  • All'università: le regole cambiano da ateneo ad ateneo. L'Università Bocconi, per esempio, include l'ADHD tra le condizioni per cui, sulla base della documentazione medica, si possono ottenere misure come tempo aggiuntivo, calcolatrice o computer. L'Università di Padova precisa invece che una certificazione di ADHD senza indicazione di un disturbo specifico dell'apprendimento (DSA) non permette di chiedere supporti, mentre accetta i certificati di invalidità civile o di legge 104 che riportano la diagnosi. Informati presso l'ufficio inclusione del tuo ateneo.
  • Le associazioni: ADHD Italia, coordinamento nazionale di associazioni, e l'AIDAI (Associazione italiana disturbi dell'attenzione e iperattività) collaborano alla futura linea guida nazionale. Il XIV congresso nazionale dell'AIDAI, all'Università di Roma Tor Vergata, è stato dedicato al volto adulto dell'ADHD.

Per capire meglio il disturbo, leggi la nostra guida completa all'ADHD negli adulti, l'articolo sulla diagnosi tardiva di ADHD e autismo nelle donne e quello su ADHD e dopamina.

Domande frequenti

Uno psicologo può fare la diagnosi di ADHD?

La legge sulla professione di psicologo (legge 56/1989) comprende la diagnosi in ambito psicologico, e nel privato molte valutazioni sono condotte da psicologi o neuropsicologi. Nei centri pubblici per adulti, però, la diagnosi è affidata allo psichiatra, e per una cura farmacologica a carico del SSN serve il piano terapeutico di un centro autorizzato dalla Regione.

Una diagnosi fatta nel privato vale per il SSN?

Per i farmaci rimborsati, non da sola: diagnosi e piano terapeutico devono venire da un centro di riferimento individuato dalla Regione. Per altri usi, come le misure all'università, dipende dalle regole di chi riceve il documento: l'Università di Padova, per esempio, non accetta diagnosi di DSA rilasciate da privati non accreditati.

La valutazione neuropsicologica è obbligatoria?

Non esiste ancora una regola nazionale. Il documento di indirizzo dell'Emilia-Romagna considera indispensabili, oltre al colloquio, test specifici sia per la diagnosi sia per gli aspetti cognitivi. Chiedi al centro che ti segue come organizza la valutazione.

Un test online basta?

No. Un questionario di autovalutazione come l'ASRS ti aiuta a mettere a fuoco le difficoltà e a preparare la visita; non sostituisce la valutazione clinica, che ricostruisce la tua storia dall'infanzia ed esclude altre spiegazioni.

Si può ricevere la diagnosi a 40 o 50 anni?

Sì: i criteri chiedono che i sintomi fossero presenti prima dei 12 anni, non che la diagnosi sia arrivata da bambino. Alcuni servizi pubblici, però, accolgono solo determinate fasce di età, quindi verifica prima a chi si rivolge il centro della tua zona.

Riferimenti: Istituto Superiore di Sanità, Sistema nazionale linee guida. Diagnosi e trattamento dell'ADHD in età evolutiva e adulta, linea guida in progettazione (scheda aggiornata il 9 marzo 2026) | Regione Emilia-Romagna, Commissione regionale del farmaco (17 aprile 2025). Indirizzi clinico-organizzativi per la diagnosi in età adulta e il trattamento dell'ADHD, documento PTR n. 355 | Zadra E et al. (2020). Survey on centres and procedures for the diagnosis and treatment of adult ADHD in public services in Italy. Rivista di Psichiatria 55(6):355-365. doi:10.1708/3503.34894 | AIFA: modifica del piano terapeutico web Metilfenidato ADHD (19 ottobre 2023), aggiornamento del registro Metilfenidato ADHD (5 novembre 2021), determina n. 149900/2021 (GU n. 6 del 10 gennaio 2022) | Varesenews (16 luglio 2026). ADHD negli adulti: oltre 130 richieste in dieci mesi per l'ambulatorio di Malnate della Sette Laghi | Regione Lombardia: ticket ed esenzioni per le prestazioni (aggiornamento del 28 luglio 2026) | Informazione Fiscale: ticket sanitario, cosa cambia dal 21 settembre 2026 | Altroconsumo (13 ottobre 2026): priorità della ricetta non rispettata | Legge 18 febbraio 1989, n. 56, art. 1 (Normattiva) | ADHD Italia: la diagnosi ADHD | Università Bocconi: servizi per studenti con disabilità, DSA, ADHD | Università di Padova: accoglienza e prove di ingresso | Hogrefe: XIV congresso nazionale AIDAI

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