Per anni l'ADHD è stato ridotto a pigrizia o mancanza di volontà. Le neuroscienze raccontano altro: l'ADHD è un disturbo del neurosviluppo legato a come il cervello gestisce attenzione, motivazione e ricompensa.
Non è una questione di volontà
Le persone con ADHD spesso si impegnano più di quanto si creda. Gli studi mostrano differenze nella struttura e funzione delle reti cerebrali di attenzione, controllo degli impulsi, motivazione e ricompensa.
Il legame con la dopamina
La dopamina è centrale per motivazione e ricompensa. Nell'ADHD (con la noradrenalina) segnala in modo diverso. I compiti di routine sembrano poco stimolanti e difficili da iniziare, mentre le attività nuove o davvero interessanti catturano un'attenzione intensa. Questa sensibilità alla ricompensa può aumentare la vulnerabilità a comportamenti impulsivi e dipendenze, soprattutto se l'ADHD non è riconosciuto.
Cosa mostra il neuroimaging
Il grande studio ENIGMA (Hoogman et al., Lancet Psychiatry, 2017) ha rilevato volumi medi leggermente più piccoli in alcune regioni sottocorticali. Gli effetti sono piccoli, a livello di gruppo, e si riducono con l'età. Non servono a diagnosticare nessuno né dicono nulla sull'intelligenza.
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Il nostro test di screening ADHD gratuito (ASRS-v1.1) richiede circa 5 minuti. È orientativo, non una diagnosi medica.
Fonti: Hoogman M et al. (2017). Lancet Psychiatry. | Volkow ND et al. (2009). JAMA. | Faraone SV et al. (2021). World Federation of ADHD.
