Circola un post secondo cui un grande esperto di ADHD avrebbe "rivoluzionato il modo in cui pensiamo alla diagnosi di ADHD" sostenendo che l'ADHD non riguarda affatto l'attenzione, ma l'autoregolazione. Il ricercatore dietro questa idea, Russell Barkley, e reale e davvero influente: professore clinico di psichiatria, autore di 23 libri e oltre 280 articoli scientifici, insignito di premi alla carriera dall'American Psychological Association e dall'American Academy of Pediatrics. Anche le idee reggono, quando si legge il suo testo originale invece di un riassunto in un carosello. Cio che non regge e l'inquadramento secondo cui questo "cambia tutto".
L'idea centrale: autoregolazione, non solo attenzione
L'argomentazione di Barkley, esposta nella sua rubrica dedicata al tema, parte da un'osservazione semplice: la forma piu comune di ADHD, il tipo combinato, comporta molto piu della semplice distraibilita. Comporta difficolta a inibire azioni e parole, memoria di lavoro debole, scarsa consapevolezza di se e difficolta a sostenere la motivazione verso un obiettivo. Questi sono gli ingredienti di cio che gli psicologi chiamano autoregolazione: dirigere un'azione verso se stessi per modificare il proprio comportamento futuro. La tesi di Barkley, avanzata per la prima volta nel 1994 e sviluppata da allora, e che ciascuna delle abilita mentali raggruppate sotto "funzioni esecutive" (inibizione, memoria di lavoro, pianificazione, controllo emotivo) sia in realta una forma di autoregolazione. Se l'ADHD comporta deficit in tutte queste aree, sostiene, allora ADHD e "disturbo da deficit di autoregolazione" sono di fatto la stessa cosa con due nomi diversi.
"Un disturbo della prestazione, non della conoscenza"
La frase piu citata del lavoro di Barkley, quella dietro il post virale, e reale e citata correttamente: i disturbi della funzione esecutiva "creano disturbi soprattutto della prestazione, piuttosto che della conoscenza o delle competenze". Nelle sue parole, il problema non e che una persona con ADHD non sappia cosa dovrebbe fare. E che sapere non si traduce in modo affidabile in fare, soprattutto al di fuori del momento e del luogo esatti in cui l'azione deve avvenire. Lo chiama il "punto di prestazione" - e sostiene che la maggior parte degli interventi scolastici e clinici fallisce perche fornisce piu conoscenza (una lezione, un discorso, una conversazione su abitudini migliori) quando il deficit reale della persona sta nell'agire su una conoscenza gia posseduta.
Cecita temporale: vivere tra "ora" e "non ora"
Il "nessuna via di mezzo tra ora e non ora" del post e una versione semplificata di un concetto reale di Barkley: la miopia temporale. La paragona alla miopia visiva, ma applicata al tempo anziche allo spazio. Il comportamento resta governato da cio che e vicino e immediato, mentre le informazioni sulle conseguenze a lungo termine pesano poco. E un riassunto fedele della sua argomentazione reale, anche se "ora contro non ora" e una formula divulgativa e non la sua espressione esatta.
Cosa significa in pratica
Barkley non si ferma alla descrizione. Ne trae tre implicazioni concrete. Primo, esternalizzare l'informazione: poiche i promemoria interni e privati sono poco efficaci nel controllare il comportamento nell'ADHD, segnali fisici collocati nel punto di prestazione (un cartello, una lista, una sveglia) funzionano meglio di una regola che ci si aspetta di ricordare da soli. Secondo, esternalizzare il tempo: invece di assegnare un progetto da consegnare "tra un mese", suddividerlo in passi quotidiani con un riscontro immediato, perche i grandi intervalli temporali sono esattamente cio con cui il cervello ADHD fatica. Terzo, esternalizzare la motivazione: poiche la motivazione generata internamente e debole, ricompense esterne, anche artificiali (un sistema a gettoni, un piccolo incentivo immediato), funzionano come una protesi, non come una stampella.
Dove il post esagera
All'inquadramento "ha rivoluzionato... cambia tutto" mancano due elementi. Primo, per stessa ammissione di Barkley nello stesso testo, "il nome ufficiale del disturbo non cambiera tanto presto" - questa rilettura non ha modificato i criteri diagnostici formali dell'ADHD, ancora centrati su disattenzione, iperattivita e impulsivita. Secondo, la teoria della funzione esecutiva e un modello influente tra diversi racconti concorrenti e complementari dell'ADHD nella letteratura di ricerca, non una singola scoperta che sostituisce le altre. Barkley propende inoltre fortemente verso i farmaci nelle proprie conclusioni, definendoli "l'approccio terapeutico predominante" perche e l'unico intervento dimostrato normalizzare temporaneamente la funzione esecutiva - una posizione che riflette la sua stessa pratica clinica, non un consenso consolidato nel settore.
Se questo ti tocca da vicino
Al di la del dibattito teorico, la descrizione pratica, sapere cosa fare ma avere difficolta a farlo davvero nel momento giusto, e qualcosa che molti adulti con ADHD riconoscono immediatamente. Se ti sembra la tua esperienza, un questionario validato e un passo successivo piu utile del modello teorico di un singolo esperto. L'ASRS-v1.1 richiede circa 10 minuti ed e gratuito.
Fonte: Barkley RA. "The Important Role of Executive Functioning and Self-Regulation in ADHD." Rubrica ospite, russellbarkley.org, basata in parte sul suo libro Executive Functioning and Self-Regulation (2012). Le citazioni provengono da quel testo; l'inquadramento di verifica e nostro.