Un breve video che afferma che "l'alcol colpisce diversamente le persone con ADHD" è facile da validare se hai l'ADHD e ricordi esattamente cosa hai provato con il tuo primo vero drink. Non ci sono prove solide che l'alcol produca una chimica di intossicazione diversa specificamente nel cervello con ADHD, ma c'è vera ricerca, ben documentata, sul perché ADHD e consumo problematico di alcol siano così legati, e punta verso qualcosa di più utile di una vaga sensazione.
I numeri reali di comorbidità
Una meta-analisi pubblicata su Drug and Alcohol Dependence ha raggruppato studi su persone in trattamento per disturbi da uso di sostanze e ha trovato che circa il 23 percento di loro aveva l'ADHD, diverse volte più della prevalenza stimata dell'ADHD nella popolazione adulta generale. Non è una sovrapposizione sottile. Qualcosa nell'avere l'ADHD aumenta in modo misurabile le probabilità di finire in trattamento per consumo problematico di sostanze, alcol ampiamente incluso.
Perché: l'ipotesi dell'autoterapia
La spiegazione principale non è che l'alcol funzioni diversamente una volta nel cervello con ADHD, ma che possa alleviare temporaneamente sintomi già presenti. L'ADHD comporta una segnalazione dopaminergica atipica, e l'alcol scatena un rilascio di dopamina al primo drink. Per qualcuno la cui attenzione, motivazione o regolazione emotiva di base richiedono già sforzo, quel rilascio può sembrare un sollievo maggiore che per qualcuno senza ADHD, non perché l'alcol sia chimicamente diverso, ma perché ciò che va a colmare è diverso. I ricercatori descrivono questo come una forma di autoterapia: usare l'alcol per calmare l'irrequietezza, attenuare l'intensità emotiva, o sentirsi brevemente "normali". Il problema è che il sollievo svanisce in fretta, e bere di più per rincorrerlo di nuovo è esattamente lo schema che aumenta il rischio di dipendenza.
Perché: l'impulsività cambia ciò che succede dopo
La difficoltà centrale dell'ADHD con il controllo inibitorio non smette di essere rilevante una volta che si inizia a bere. L'alcol stesso riduce l'inibizione in chiunque; aggiungere questo a un sistema nervoso che trova già difficile "fermarsi dopo uno" può rendere più difficile frenare rispetto a qualcuno senza ADHD. Si tratta meno del fatto che il primo sorso si senta diverso, e più del fatto che il quinto sia più difficile da rifiutare.
Cosa non sostiene l'evidenza
Ciò che manca nella ricerca, almeno finora, è una solida evidenza che i cervelli con ADHD elaborino l'alcol stesso tramite una via farmacologica distinta, nel modo in cui, per esempio, una variante genetica può cambiare come qualcuno metabolizza l'alcol. La versione onesta di "l'alcol colpisce diverso" si avvicina più a: può alleviarti qualcosa di specifico, e può essere più difficile per te fermarti una volta iniziato, non che la chimica sia fondamentalmente diversa.
Una nota pratica se prendi farmaci per l'ADHD
Se prendi un farmaco stimolante per l'ADHD, mescolarlo con l'alcol merita una propria cautela: gli stimolanti possono mascherare quanto ti senti realmente intossicato/a, e combinare sostanze che influenzano entrambe il sistema cardiovascolare è una conversazione da avere con chi te lo prescrive, non qualcosa da scoprire per tentativi.
Se bere ti sembra intrecciato con i tuoi sintomi di ADHD, questo schema è comune abbastanza da meritare una conversazione con un medico o un terapeuta invece di gestirlo da solo/a. Il nostro screening gratuito ADHD può aiutarti a descrivere ciò che noti prima di quella conversazione.
Fonti: van Emmerik-van Oortmerssen et al., "Prevalence of attention-deficit hyperactivity disorder in substance use disorder patients: A meta-analysis and meta-regression analysis," Drug and Alcohol Dependence (2012); letteratura su ADHD, segnalazione dopaminergica e autoterapia nel consumo di sostanze. Riassunto educativo - non è una diagnosi né un consiglio medico.
